“I maschi non piangono!” – Libri che combattono gli stereotipi maschili di genere

Cosa può trarre di positivo un maschio dall’arrogante presunzione di appartenere a una casta superiore soltanto perchè è nato maschio? La sua è una mutilazione altrettanto catastrofica di quella della bambina persuasa della sua inferiorità per il fatto stesso di appartenere al suo sesso.” Elena Gianini Belotti, 1973, dal saggio “Dalla parte delle bambine”.

In un periodo in cui siamo invasi da un’ondata di violenza verbale verso tutto ciò che è diverso, c’è la necessità di lavorare verso un’educazione paritaria che possa accompagnare i più piccoli nella costruzione di costrutti mentali e relazionazionali il più possibile privi di pregiudizi.

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Da 0 ai 100 anni: quando l’asilo nido incontra un RSA per anziani

Come professionisti delle relazioni, sappiamo quanto sia importante creare rapporti sociali validi, non solo dal punto di vista dei servizi ma anche per l’aspetto di confronto più basico. Durante uno di questi incontri di scambi professionali, o meglio chiamati Caffè pedagogici, ho conosciuto Marta, pedagogista dell’asilo nido “La tana dei cuccioli” di Meda.

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Come raccontare l’inclusione

Negli ultimi anni, la letteratura per l’infanzia ha prodotto una serie massiccia di pubblicazioni che mirano a raccontare qualsiasi forma di diversità in un’ottica inclusiva. L’accoglienza sta iniziando a diventare una modalità calda di supportare tutto ciò che non appare ordinario ma è un bene primario far in modo che questo sentimento diventi ordinario. Come il rispetto per tutti gli esseri umani.

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Perché dobbiamo difendere la Legge Basaglia

Come eravamo innamorati, noi,
laggiù nei manicomi
quando speravamo un giorno
di tornare a fiorire
ma la cosa più inaudita, credi,
è stato quando abbiamo scoperto
che non eravamo mai stati malati”. Alda Merini

Sono tempi durissimi, su tutti i fronti. In cui bisogna sottolineare anche i diritti più basilari. Quello all’uguaglianza sembra essere il più colpito. Immigrati e persone disabili i primi della lista, colpendo la dove il dolore è più forte.

L’unico modo che abbiamo per salvaguardare i nostri diritti (si di tutti quanti) è diffondere le giuste informazioni. La cultura ci salverà, sempre.

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La morte raccontata ai bambini

Negli anni, come educatrice, ho affrontato la morte in molte occasioni. In ogni episodio, la parte più difficile è stata la reazione e il rapporto che i genitori avevano con la morte e il conseguente momento di lutto dei bambini. Ho assistito a scene di rabbia perché avevo letto una storia che raccontava in piccola parte anche della morte di mamma coniglio, colleghi che non volevano parlare della famiglia con i bambini per non scuotere vissuti di tristezza.

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Cos’è il Reggio Emilia Approach? La pedagogia relazionale di Loris Malaguzzi

Il piacere dell’apprendere, del conoscere e del capire è una delle prime fondamentali sensazioni che ogni bambino si aspetta dall’esperienza che affronta da solo o con i coetanei e con gli adulti. Una sensazione decisiva che va rafforzata perché il piacere sopravviva anche quando la realtà dirà che l’apprendere, il conoscere, il capire possono costare difficoltà e fatica. È in questa sua capacità di sopravvivere che il piacere può sconfinare nella gioia. Loris Malaguzzi

In questi ultimi mesi, ho approfondito un tema che conoscevo parzialmente: il Reggio Emilia Approach.

Ho letto dei libri, parlato con educatori e pedagogisti che lavorano usando le direttive di RE da anni, visitato la scuola dell’infanzia e asilo nido “Clorifilla” di Milano e frequentato un paio di corsi di formazione di cui uno al “Centro internazionale Loris Malaguzzi” a Reggio Emilia.

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