Un servizio per studenti disabili e DSA nelle Università

Ogni Ateneo ha un servizio per gli studenti con disabilità e DSA che li accompagna in tutta la carriera universitaria, partendo dall’orientamento fino alla laurea, con l’obiettivo di fornire specifici tipi di sostegno, necessari per svolgere con profitto il proprio corso di studi. Questi uffici, attraverso i loro servizi, permettono agli studenti di avere  un’organizzazione dello studio tale da metterli in condizioni di poter dimostrare al meglio le proprie competenze.

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido” Albert Einstein  

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Per un anno sono stata la tutor degli studenti disabili della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna. Parlando con parecchi genitori spesso ho ascoltato frasi come “Per lui sarà impossibile, è dislessico” e studenti doversi farsi carico da soli delle proprie difficoltà sbattere la testa per avere la possibilità di ottenere materiale didattico alternativo. Ho incontrato anche numerosi docenti e in pochissimi erano a conoscenza dei servizi per studenti con disabilità e DSA nonostante siano presenti in ogni università italiana. Fare chiarezza diventa una priorità.

Questi tipi di servizi accompagnano, con vari azioni, gli universitari in tutto il loro percorso di studi, dall’orientamento arrivando fino al conseguimento del titolo e, accoglie tutti gli studenti che si sentano in una situazione di svantaggio a causa di una disabilità, un disturbo dell’apprendimento o di un disagio di altro tipo.

Avendo collaborato con l’ufficio disabili e DSA dell’Alma Mater Studiorum di Bologna conosco i loro servizi ma facendo una ricerca fra i vari siti web degli atenei italiani si possono distinguere diversi interventi:

  • mediazione rapporto con i docenti;
  • borse di studio;
  • materiale didattico in formato alternativo;
  • ausili tecnologici;
  • tutorato e supporto alla didattica;
  • accompagnamento a lezione;
  • interpretariato in lingua dei segni italiana (LIS) e stenotipia.

Gli studenti non hanno sconti ma hanno diritto ad avere una progettazione dello studio che gli permetta di dimostrare la propria preparazione.

Per gli studenti con DSA , per le prove di ammissione, sono previsti tempi aggiuntivi, garantendo l’uso di strumenti compensativi collegati al tipo di disturbo specifico come software di sintesi vocale, la calcolatrice e altri dispositivi per il calcolo, trasformare un esame scritto in orale o viceversa, avere la possibilità di dividere la prova in più parti.

Usare questi servizi è totalmente gratuito, inoltre le università prevedono delle agevolazioni economiche:

– esonero totale delle tasse per chi ha un invalidità pari o superiore al 66%, indipendentemente dalla condizione economica;
– esonero parziale delle tasse per gli studenti con una invalidità riconosciuta tra il 45% e il 65%.

Difficilmente la disabilità viene associata al mondo universitario, c’è ancora il pregiudizio che vede improbabile l’università per gli studenti disabili e DSA.

L’orientamento della formazione professionale deve stimolare una graduale presa di coscienza delle proprie abilità ma tuttavia per una scarsa informazione e/o per vari pregiudizi spesso l’orientamento si limita ad azioni frammentate nel percorso scolastico che spinge gli insegnanti a consigliare percorsi più facili e non di reale conoscenza delle varie offerte formative e professionali, fra cui l’università.

Nella ricerca universitaria I giovani con disabilità e il mondo universitario nelle Regioni del Sud” (http://www.fishonlus.it/files/2012/05/ricerca-universita.pdf) emerge come per gli studenti con disabilità, gli ostacoli nell’accesso alle informazioni siano stati i problemi più condivisi. Quasi il 70% degli intervistati ha incontrato delle difficoltà ad accedere alle informazioni, spesso non condivise adeguatamente sui siti delle università.

Nel mio anno di lavoro ho incontrato numerosi docenti di scuole medie, licei ed istituti superiori dell’Emilia Romagna che non conoscendo questi tipi di servizi non potevano sviluppare un percorso di orientamento efficace e riportare i propri consigli ai genitori.

Avere dei progetti è essenziale, realizzare i propri desideri da un senso alla propria esistenza. L’assenza di aspirazioni e passioni toglie tensione vitale e significato al proprio essere.

«L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle» (Jobs, 2005). Anche il celebre innovatore informatico, nel suo famoso discorso, mostra un’idea di lavoro dinamica che produce una spinta motivazionale enorme in grado di soddisfare se stessi. Consiglia di immaginare e spingersi in scelte apparentemente folli ma che possono trasformare le proprie ambizioni in progetti reali.

È fondamentale che ognuno possa realizzare il proprio percorso di vita senza vincoli, come ad esempio una professione che obbliga un corso universitario.

Diventa doveroso pubblicizzare i servizi che l’università offre in materia di sostegno formativo.

Bisogna condividere queste informazioni, gli atenei devono impegnarsi di più a rendere più facile l’accesso agli interventi che offre per esempio: aggiornando i presidi delle scuole, pubblicizzare i vari progetti agli open day e dare maggior visibilità ai siti dei Servizi per studenti con disabilità e DSA.

Si parla molto di eliminare le barriere architettoniche ma meno di quelle sociali che pervadono e invadono il nostro sistema scolastico sociale.

Occorre sensibilizzare a tutti i livelli studenti, docenti e personale amministrativo sul significato dell’inclusione degli studenti disabili nell’università, perché cerchino di capire i loro bisogni, di individuare e mettere in atto risorse adeguate per rispondere ai bisogni , per migliorare la qualità della vita universitaria.

È vitale diffondere la conoscenza di questi servizi per trasmettere una nuova visione della disabilità, una cultura diffusa della diversità, e finalmente poter ascoltare la frase: “Mi sento tutelata/o e sostenuta dalla mia uuniversità”.

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Annalisa Falcone
Sono un’educatrice e pedagogista. Non potrei immaginarmi a vivere felicemente senza questa meravigliosa e faticosa professione. Adoro leggere e la pedagogia è la mia passione più grande. Ho studiato e lavorato a Milano, Bologna e ad Alicante, piccolo e piacevole paese a sud della Spagna. Faccende di cuore mi hanno portato nel 2015 nell’affascinante Londra.

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