Per una comunità inclusiva: la città in CAA

Per creare coesione sociale e rendere le nostre città a portata di tutti è necessario attivarsi su più fronti. Insomma, lavorare per una comunità davvero inclusiva è compito di ciascuno.

Ma cosa significa il termine inclusione in parole spicce?

Si basa sul concetto dell’universalità, che nel mondo dell’educazione si può coniugare con diverse sfaccettature. Una didattica, un ambiente, che sappia differenziandosi in maniera plurale incontrando tutte le infinite differenze di ciascuno. L’alto pilastro in cui si basa l’inclusione è quello dell’equità. Ovvero il coraggio civile e politico di farsi carico di alcune differenze, lavorando per consegnare alcuni strumenti che compensino le difficoltà che ogni persona detiene.

Per questo, anche davanti a tanti episodi di razzismo e discriminazione in cui tante cariche dello stato giustificano come mai era accaduto in passato, è doveroso lavorare per le città alla portata di tutti e raccontare i tanti esempi positivi che troviamo sul nostro territorio.

Il primo di cui voglio parlarvi è “Città in CAA®” di Solarolo nato dalla collaborazione tra l’Associazione Fare Leggere Tutti e l’Associazione Autismo Faenza. Ha come obiettivo principale la realizzazione di ambienti urbani accessibili a persone con disabilità intellettiva o con disturbi del linguaggio. Il progetto è gratuitamente a disposizione di cittadini, enti e istituzioni pubbliche.

Partiamo con ordine. Cos’è la CAA?

Per CAA si intende la Comunicazione Aumentativa e Alternativa, un modo di comunicare attraverso strumenti alternativi, tra cui le immagini,  utile ed efficace per persone disabili o che hanno difficoltà di comunicazione, ma anche per stranieri, bambini molto piccoli e anziani che faticano a parlare.

Non si sostituisce il linguaggio verbale ma le parole vengono supportate dal simbolo che diventa uno strumento che si somma all’abilità di comunicare.

In questo senso, si incentiva il desiderio di comunicare, di trasmettere un messaggio all’interlocutore. Amici, genitori, insegnanti, concittadini che siano.

Il progetto espande questo tipo di comunicazione a tutti gli esercizi commerciali del suo territorio, tramite la dotazione di alcune tabelle che permettono a chi lo desidera, di poter parlare attraverso i simboli.

In questo modo, si crea una possibilità di autonomia ai bambini del paese che in famiglia e a scuola comunicano solo attraverso la CAA.

Nelle scuole solarolesi, infatti, ci sono bambini che studiano e apprendono attraverso questa metodologia comunicativa, ed estenderla anche al di fuori delle mura scolastiche è stato un modo sia  per favorire la loro indipendenza, sia per rendere consapevoli tutti i cittadini che l’unico modo per concorrere al benessere di tutta la comunità è quello di favorire l’accoglienza e valorizzare le diversità.

Ma non solo, gli obiettivi sono molteplici e interessano diverse aree tematiche.

Innanzitutto, questo tipo di comunicazione può esser usato da chiunque lo ritiene opportuno. Permette alle persone straniere che non parlano italiano o persone anziane di comunicare agevolmente all’interno dei negozi e degli uffici. E chi conosce il mondo delle difficoltà del linguaggio sa quanto prezioso può essere questo passaggio. Un passo forte verso l’autonomia.

Inoltre i soggetti coinvolti sono tantissimi:

  • L’Amministrazione Comunale di Solarolo
  • I commercianti solarolesi
  • La biblioteca comunale
  • Gli insegnanti delle scuole del Paese
  • La Parrocchia
  • Polizia Municipale di Solarolo e Carabinieri

Insomma, è un abbraccio collettivo che valorizza tutti i servizi del paese, in grado di innescare un cambiamento orientato al bene comune.

L’80% dei commercianti ha aderito a questa iniziativa ed ha partecipato alla formazione di un’educatrice che collabora con l’Associazione Fare Leggere Tutti. Un misto di teoria e pratica volta alla piena comprensione del progetto.

Inoltre, i servizi devono aver cura di esporre le tabelle in CAA all’interno del proprio esercizio commerciale/ufficio e collaborare con l’Associazione per eventuali modifiche e/o migliorie.

Solarolo è il primo paese in Italia che ha aderito al progetto “Città in CAA®”.

È stato presentato alla Regione Emilia-Romagna perché l’obiettivo è quello di ampliare l’orizzonte e diffonderlo ovunque, per offrire davvero a tutti la possibilità di comunicare.

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Annalisa Falcone
Sono un’educatrice e pedagogista. Non potrei immaginarmi a vivere felicemente senza questa meravigliosa e faticosa professione. Adoro leggere e la pedagogia è la mia passione più grande. Ho studiato e lavorato a Milano, Bologna e ad Alicante, piccolo e piacevole paese a sud della Spagna. Faccende di cuore mi hanno portato nel 2015 nell’affascinante Londra.

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