“Si distrae in continuazione!” – 4 giochi per allenare la concentrazione

Negli ultimi due decenni si è sviluppata una sensibilità all’infanzia, per certi versi, davvero elevata. Questo ha provocato lo sviluppo di tutta una serie di materiali che supportano i bambini nel loro percorso di crescita.

Si parla spesso di favorire i “giochi intelligenti”, ma nella pratica quali sono?

Hanno tutti l’obiettivo di divertire e svagare i bambini. Possono anche, se usati seguendo un’idea pedagogica di fondo, andare a potenziare alcune abilità cognitive specifiche presenti nel nostro cervello o educare verso importanti obiettivi pedagogici.

Con questo obiettivo, ho chiesto alla pedagogista Martina Tarlazzi, la stessa del progetto Make your smile Up,  di raccontarci alcuni giochi che usa tutti i giorni nel suo studio Studio pedagogico Epochè.

Ci sono tre modalità diverse, ognuna con una specifica valenza educativa: 

  • Una pausa di circa 5-6 minuti che disponiamo all’interno di percorsi sul potenziamento del metodo di studio;
  • Al termine dell’incontro terapeutico, per andare a generalizzare alcune abilità in modo divertente e giocoso;
  • Come momento psico-educativo specifico per lavorare su precisi obiettivi educativi del bambino, come ad esempio la tolleranza alla frustrazione o la concezione temporale.

Il primo gioco che presenteremo è DOBBLE. È costituito da alcune carte di forma circolare all’interno delle quali sono riportati diversi simboli colorati.

C’è sempre un solo simbolo in comune tra due carte ed il gioco sta nel riconoscerlo e verbalizzarlo il prima possibile. Questo sforzo che il bambino fa nel ricercare il simbolo comune, lo spinge al potenziamento delle sue abilità visuo-spaziali, oltre che al rafforzamento dell’attenzione: chi si distrae ha più possibilità di perdere!

Fondamentale è anche la necessità di verbalizzare il simbolo visto, magari anche con l’aggiunta di un aggettivo qualificativo (es. CUORE ROSSO) che stimola anche i bimbi con più difficoltà a nominare le parole, dando la possibilità al terapista di lavorare sull’arricchimento lessicale e sulla pronuncia corretta dei fonemi.

È ottimo per bambini di età scolare e anche i bambini che solitamente si distraggono di più riescono a stare incollati al tavolo fino alla fine del gioco. Questo servirà poi al terapeuta per rinforzare positivamente il bambino, specialmente quelli con disturbi attentivi sul fatto che è stato per 6 minuti seduto composto e attento nel gioco.

Altro gioco meraviglioso è KALEIDOS. In Studio usiamo la versione Junior, ma esiste anche quella per ragazzi più grandi o adulti.

Questo è un gioco composto da schede costellate dagli oggetti più vari, alcuni più evidenti, altri piccoli e nascosti. Si può scegliere la modalità di gioco che può variare da: “Trova tutti gli oggetti che iniziano con la lettera A” a “Scrivi solo i nomi degli oggetti morbidi”. Per scegliere queste modalità legate alla categorizzazione all’interno di una scatola c’è una ruota specifica.

Questo gioco può essere usato per migliorare i tempi attentivi e proprio, come tutti i giochi a tempo, aiuta il bambino a fare i conti con un limite temporale, accompagnandolo verso la tolleranza alla frustrazione del tempo che è terminato oppure al fatto che molti oggetti non erano stati visti in tempo sufficiente.

SHANGAI è un gioco molto antico, che però usiamo molto per due specifici motivi: dare prova ai bambini più agitati e irrequieti che i loro movimenti possono essere controllati e gestiti al meglio, dedicando una maggiore attenzione a micro-movimenti legati alla motricità fine che possono e devono essere sviluppati; e lavorare sul problem solving ed in particolare sull’impulsività.

I bambini impulsivi si renderanno subito conto, utilizzando questo gioco, che esiste un tempo che prima di iniziare un’azione deve essere dedicato alla pianificazione. Diversamente da questo, alla prima mossa si muoverebbero tutti i bastoncini del gioco.

Nelle nostre attività giochiamo spesso anche a bowling, utilizzando piccoli birilli colorati. Uno dei giochi che facciamo più spesso per migliorare le capacità attentive in età scolare è il dichiarare al bambino che potrà mirare e tirare la palla solo se, ad esempio, la parola che dirò avrà al suo interno una doppia. Il bambino non può tirare prima di aver elaborato l’informazione e aver pianificato il tiro.

Questi, insieme ad altri giochi motori specifici, come percorsi con cerchi e palle, possono permettere ai professionisti dell’educazione di lavorare su obiettivi didattici e legati a specifiche abilità cognitive, pur divertendosi e sperimentando se stessi nel gioco!

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Annalisa Falcone
Sono un’educatrice e pedagogista. Non potrei immaginarmi a vivere felicemente senza questa meravigliosa e faticosa professione. Adoro leggere e la pedagogia è la mia passione più grande. Ho studiato e lavorato a Milano, Bologna e ad Alicante, piccolo e piacevole paese a sud della Spagna. Faccende di cuore mi hanno portato nel 2015 nell’affascinante Londra.

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