Raccontare le famiglie arcobaleno

Incontro una marea di famiglie ogni anno, e hanno tutte una dinamica comune. L’impegno al massimo delle proprie energie per crescere i loro piccolini. Ci sono varie tipologie di famiglie, ma non è questo il dato importante. Non è la forma che assume quanto il contenuto, insomma gli ingredienti di cui è composta. 

Rispondere alle domande senza paura e timori dei bambini è necessario. Le coppie omosessuali non sono un problema finché non diventa un problema parlarne. I genitori lgbt sono semplicemente dei genitori. La narrazione è un alleato ottimo per raccontare la realtà e farci aiutare dalle storie per narrare una comunità inclusiva e differente è sempre positivo.  

Da qui, la voglia di condividere alcuni testi che narrano storie con varie tipologie di famiglie, fra cui due papà e due mamme. 

Inoltre vorrei ribadire che non mi piacciono i libri “etichetta” ma le storie devono avere dalla loro il fatto di essere dei racconti BELLI (e lo scrivo in maiuscolo proprio per accentuare il significato) e piacevoli. Detto ciò, se all’interno troviamo anche un contesto inclusivo, tanto di guadagnato. Ci tenevo a sottolinearlo. 

“E con Tango siamo in tre”

Questo albo racconta una storia vera accaduta nel 1998 nello zoo di New YorkDi solito non mi piace raccontare la trama perché trovo che il piacere della lettura sia anche quello di scoprire la storia narrata ma qui concedetemelo. Come succede in natura, anche gli animali dello zoo si corteggiano, formano delle coppie e cercano di riprodursi. Ed è quello che capita a Roy e Silo, si scelgono, nuotano e camminano insieme, cantano uno per l’altro. Insomma sono una coppia. Per questo, provano a costruire un nido ma non riescono a deporre l’uovo perché sono due maschi. Così provano a covare dei sassi. I vari tentativi non portano a nessuno risultato e proprio qui interviene un aiuto. Il guardiano dello zoo che osserva i loro tentativi, prova una profonda tenerezza e decide di aiutare questa coppia. Sostituisce il sasso, con un uovo scartato da un’altra coppia. Il resto lo lascio a voi.

Pubblicato negli Stati Uniti nel 2005, è stato un caso editoriale spinoso. È stato censurato e seguito da una valanga di commenti pro e contro. Illustrazioni eleganti, che raccontano con raffinatezza ma non scadono mai nell’esser banale. So che in italiano si fa un po’ di fatica a reperirlo, per cui consiglio il testo inglese. 

Il Grande Grosso Libro delle Famiglie” 

È un albo che va oltre la visione  stereotipata della famiglia stile del mulino Bianco. Qui si racconta di quanto possano esser differenti i componenti di una famiglia su più livelli, possono fare lavori variegati. Ci possono essere bambini che vivono con i nonni, chi solo con la mamma, o il papà. Chi è stato adottato. Offre uno sguardo ampio delle scelte di vita, delle diseguaglianze sociali, credi religiosi, differente fisiche o etniche. Lo racconta in modo divertente, con gentileza e garbo, con un sacco di dettagli piacevoli. 

“We are family”

Dello stesso livello c’è anche “we are family”, ed è in lingua inglese ma non fatevi spaventare. Il livello e’ davvero base, e lo potete tradurre con facilità. Qui le parole servono a poco, perché le illustrazioni raccontano in modo semplice e poetico. 

Tutto a ricordare che ogni famiglia, anche quella mono-genitoriale e quella senza prole, è degna di godere di tutti i diritti. Amo la parte in cui si mostrano le camerette dei vari bambini. 

“Stella, babbo e papà”

La protagonista di questa storia è Stella, una bambina spensierata e coccolata dai suoi due papà. Fino a quando a scuola incombe un avvenimento che non sa bene come gestire. Viene organizzata una festa per celebrare la giornata della mamma, e Stella non sa bene che fare. Lei non ha una mamma da portare alla festa, eppure i suoi papà fanno tutto quello che raccontano le sue amiche sulle mamme. Ed è anche qui intelligente lo scambio di battute fra Stella e una sua amica. 

La piccolina non si scoraggerà, questa sarà un’occasione per allenare il suo problem solving, e con uno stratagemma farà capire ad amici e insegnante che famiglia non fa rima sempre con una mamma e un papà.

Il testo è immediato e dolce, le illustrazioni richiamano i disegni dei bambini in modo professionale. Pochi giri di parole, qui si arriva al punto in modo pertinente. 

“Two mums and a menagerie”

Altro testo in inglese, ma merita la lettura (ps: google translate sa far bene il suo lavoro, per cui non spaventatevi). So che ci sono tante storie in italiano che raccontano di una famiglia composta da due mamme ma sono sincera, non mi hanno entusiasmato. È come se si punti solo alla mera spiegazione, tralasciando l’importanza della storia quando dovrebbe essere l’aspetto più importante! Questo albo invece racconta di una famiglia allargata ma in modo particolare, alla nursery è molto amato e i bambini sono i primi critici di una storia, per questo lo consiglio. 

“Oh boy”

Accantoniamo gli albi illustrati e passiamo alla letteratura per ragazzi.

Questo romanzo racconta dei Morlevent, tre orfani (un maschio e due femmine) che hanno giurato di non separarsi mai.Il loro obiettivo è lasciare l’orfanotrofio dove sono stati parcheggiati e trovare una famiglia. Al momento, solo due persone potrebbero accettare di adottarli ma gli affidatari non brillano per le loro doti amorevoli. 

Ho letto questo romanzo nel viaggio di ritorno dal Giappone e l’ho adorato. Perché i fratelli Morlevan fanno ridere e commuovere, le loro personalità sono narrate in modo frizzante ed efficace che l’autrice usa per parlare di tematiche sensibili. Come la leucemia e dunque la lotta contro una malattia, gli stereotipi legati all’omosessualità, la violenza sulle donne. Il tutto facendo ridere i lettori con quel modo bizzarro che ha l’autrice Marie-Aude Murail.

Una storia carica di significati per riflettere, sorridere e anche soffrire un po’ insieme ai protagonisti che dopo queste pagine li senti un po’ fratelli e vorresti proprio conoscerli di persona. 

Una scrittura leggera ma emozionante, con quella dose giusta di paradossale che riesce a farti sorridere con un nodo in gola. Spero davvero che qualche insegnante lo abbia consigliato ai suoi studenti per l’estate ma in caso contrario, fatelo voi. Leggetelo, ne vale proprio la pena.

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Annalisa Falcone
Sono un’educatrice e pedagogista. Non potrei immaginarmi a vivere felicemente senza questa meravigliosa e faticosa professione. Adoro leggere e la pedagogia è la mia passione più grande. Ho studiato e lavorato a Milano, Bologna e ad Alicante, piccolo e piacevole paese a sud della Spagna. Faccende di cuore mi hanno portato nel 2015 nell’affascinante Londra.

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