Perché e come sviluppare l’intelligenza numerica

Senza lo sviluppo matematico non è possibile comprendere il progresso della nostra epoca né parteciparvi” Maria Montessori

Siamo abituati a considerare l’intelligenza numerica come una competenza astratta e complessa da sviluppare. La realtà è ben differente. Nei primi 5 anni di vita, i bambini riconoscono, prima delle parole, le quantità: uno diverso da uno, e sono in grado di attuare la discriminazione di quanti sono pochi e tanti le figure affianco a lui, gli oggetti e giochi che lo circondano. Prima ancora di sviluppare il linguaggio, il nostro cervello elabora il riconoscimento di quantità. La ricerca scientifica ha osservato come questa forma di intelligenza sia una delle più radicate e precoci dello sviluppo umano.

Per questo, per scrivere questo articolo ho chiesto la collaborazione della collega pedagogista Martina Tarlazzi e della psicologa esperta in neuropsicologa dell’età evolutiva Letizia Giribaldi dello studio pedagogico Epochè

I bambini a pochi mesi di vita, sono in grado di trovare tutte le relazioni quantitative  di maggioranza, minoranza e uguaglianza,  hanno cognizioni di quantità estremamente precoci ed evoluti. I piccolini nascono con una potenza cognitiva di riconoscimento della quantità straordinariamente presente, e nei primi 5 anni si concentra l’età dello sviluppo di massimo ottenimento di tutte le funzioni basali, cognitive ed emotive e relazionali. Non attuare in questa particolare fase delle strategie di aiuto, significa depotenziare questa capacità, che può diventare  fonte di difficoltà e problemi in età scolare. Il famoso “Io di matematica sono sempre stata una frana”. 

Per questo, chi si occupa di infanzia ha il dovere di occuparsi anche dell’intelligenza numerica dei bambini di cui ha la responsabilità. Serve una sinergia maggiore negli asili nido e scuole dell’infanzia. 

Il sistema dei numeri e del calcolo è estremamente complesso, per questo continua ad essere studiato e indagato. Fino ad ora, si ritiene che esso sia costituito da almeno tre elementi: cognizione numerica, procedure esecutive (lettura, scrittura, messa in colonna) e il calcolo (recupero dei fatti aritmetici e del calcolo scritto).

Per cognizione numerica si intende un’intelligenza numerica basale, delle competenze numeriche innate non solo per l’uomo, ma anche per alcuni animali non umani. Si tratta di competenze che il bambino inizia a sviluppare già da neonato. Fanno parte della cognizione numerica il senso del numero, ovvero l’abilità prelinguistica di elaborare quantità numerica, il subitizing, capacità di discriminare velocemente piccole numerosità di oggetti, meccanismi di quantificazione, di seriazione e di comparazione.
Queste abilità sono precoci, prelinguistiche e indipendenti dalle caratteristiche dell’ambiente o dall’insegnamento. È tuttavia importante sottolineare che la cultura, il linguaggio e l’insegnamento formale permettono di ampliare queste capacità.

È consigliabile lavorare sulla cognizione numerica e giocare con i numeri fin da piccoli, sfruttando un meccanismo e un’abilità innata per rafforzarle e rafforzare quindi le basi per le future procedure esecutive e di calcolo. 

Un primo testo che consigliamo è di Editoriale Scienza  “Le sorelle cinque dita” che racconta la storia delle sorelle cinque dita senza mai essere banale ma anzi, con un senso di ritmo particolare che pone alla narrazione il giusto brio.

Tutto è in relazione all’età del lettore con una sorta di crescita funzionale che parte con il pugnetto chiuso del neonato (e dunque con lo zero) e si conclude narrando le varie abilità manuali che si possono fare con le mani! Una narrazione strutturata che spiega anche i nomi di tutte le dita in modo simpatico, in relazione al numero ordinale di riferimento, di modo da portare la capacità di contare del bimbo ad un livello superiore. In questo compito, sono essenziali le illustrazioni immediate e ben definite e ricercate di Martina Tonello.

Si unisce il reale, con le dita, al far di conto che appare come un’entità astratta ma permettono al piccolo lettore di comprendere come numeri e operazioni siano una parte naturale del nostro mondo e che la matematica ci può aiutare a capirlo. 

Inoltre, nel nostro Studio lavoriamo con i bimbi per potenziare queste abilità e lo facciamo con numerosi strumenti e giochi.

Per lavorare sulla cognizione numerica e sul subitizing, un gioco molto apprezzato dai bimbi che si rivela utile è quello di inserire all’interno di un calzino scuro una quantità di biglie e chiedere al bambino di dire quante sono. Lo si può aiutare chiedendo se sono più o meno di 10, in modo da aggiungere i concetti di minore e maggiore. Lo step successivo è quello di preparare due calzini con all’interno le biglie o altri oggetti facilmente classificabili per poi chiedere al bambino di indicare la calza nella quale ci sono più oggetti. 

Altro gioco molto apprezzato è il domino, che permette al bambino di accoppiare i numeri uguali, discriminando tra loro le diverse quantità. 

In Studio solitamente giochiamo con un domino di grandi dimensioni e spesso chiediamo ai bambini di associare alla quantità accoppiata un gesto corporeo (saltelli, battiti di mani ecc.) in modo che il numero possa essere percepito anche con il corpo, per un’esperienza educativa globale ed integrale. 

Altro gioco molto divertente ed apprezzato è il “Wanted”, nel quale si chiede ai bambini di mettere in un cesto un determinato numeri di oggetti di vario tipo con determinate caratteristiche (es. 4 libri gialli, 7 caramelle rosse, 3 matite blu ecc.). Questo gioco è importante anche per lavorare sull’inibizione della risposta, dal momento che la richiesta è sempre caratterizzata in modo preciso e può capitare che alcuni bambini molto impulsivi vi portino 7 caramelle di vari colori e non 7 caramelle rosse. In questo caso aiutateli evidenziando nel cartellone su cui avete scritto la lista delle cose da mettere nel cesto con lo stesso colore della richiesta (es. caramelle rosse, sottolineato con il colore rosso).

Man a mano che i bambini diventano bravi in questo gioco, potrete renderlo più difficile, sottolineando il colore della richiesta con uno diverso (es. caramelle rosse, sottolineato con il giallo), così che i bambini siano portati a pianificare in modo più corretto. 

Per i genitori dei più piccoli un consiglio da pedagogista è quello di “parlare con i numeri”, ossia specificare mentre si parla il numero degli oggetti che si toccano o che si vedono. È infatti meglio dire: “Guarda, là ci sono due cani neri”, piuttosto che “Guarda, là ci sono dei cani”. 

In questo modo i bambini si abitueranno più facilmente a contare e a riconoscere la quantità degli oggetti e, da più grandicelli, del denaro. 

Inoltre, in questo caso ci aiutano anche i materiali montessoriani, come  i numeri tattili o i più semplici esercizi di vita pratica, i più comuni piccoli travasi con vari strumenti come cucchiaini e pinze. Far la conta mentre si riordina, o utilizzare i sensi del tatto per potenziare la propria intelligenza numerica è un lavoro utile e prezioso. 

In questi ultimi mesi, ho letto tanto sull’intelligenza numerica e per questo, voglio consigliarvi “Lo sviluppo dell’intelligenza numerica” una lettura per chi vuole approfondire questa tematica. Daniela Lucangeli è una delle ricercatrici più affermate e valorose in merito al potenziamento in età di sviluppo delle capacità numeriche. Uno di quei libri che aumenterà la vostra consapevolezza con un bel salto.

Demonizziamo lo stereotipo che vede la matematica come una montagna impossibile da scalare, ma diffondiamo il pensiero che numeri e calcoli sono un modo per conoscere il nostro mondo.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere aggiornato sui prossimi in uscita ma anche per conoscere e raccontare storie e progetti su tematiche pedagogiche e sociali, puoi mettere un like sulla mia pagina facebook.com/diariodiuneducatrice

Share on FacebookTweet about this on Twitter
Annalisa Falcone
Sono un’educatrice e pedagogista. Non potrei immaginarmi a vivere felicemente senza questa meravigliosa e faticosa professione. Adoro leggere e la pedagogia è la mia passione più grande. Ho studiato e lavorato a Milano, Bologna e ad Alicante, piccolo e piacevole paese a sud della Spagna. Faccende di cuore mi hanno portato nel 2015 nell’affascinante Londra.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *