Leggere di disabilità, una bibliografia per accogliere le differenze

Questa storia è per quei bambini e quei grandi che non si accontentano di essere uguali e che non hanno paura di essere diversi” Beatrice Masini

Nel mio lavoro, quando mi sono ritrovata a spiegare cosa fosse la disabilità, la letteratura dell’infanzia è sempre stata un ottimo strumento. Per raccontare e rendere efficaci le mie parole sull’inclusione. Perchè non c’è miglior insegnamento che la pratica di vita e tramite i libri, si possono vivere un sacco di storie.

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Fare l’educatore in Svezia: Matteo ci racconta la sua esperienza

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Uno dei motivi che mi ha spinto ad aprire questo blog è stata la voglia di condividere storie. Di quelle utili, che ti fanno scoprire qualcosa di interessante. Fra queste c’è quella di Matteo Cattaneo, un educatore che ha deciso di trasferirsi in Svezia. Conosciuto tramite i vari scambi proficui nei social, gli ho chiesto se gli andava di fare quattro chiacchiere per capire come viene svolto il nostro splendido lavoro oltre i confini italiani, precisamente a Stoccolma, in Svezia.

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Un’educatrice al Bologna Children’s Book Fair

Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi.” Gianni Rodari

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Finalmente eccomi qui a raccontarvi della mia breve esperienza al Bologna Children’s Book Fair, ovvero la fiera internazionale dedicata alla letteratura dell’infanziaHo vissuto a Bologna due anni e tornare in questa città mi provoca un piccolo sussulto al cuore.

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Il bilinguismo secondo la scuola inglese

Piccoli consigli e risorse per affrontare al meglio l’apprendimento di una seconda lingua (specialmente l’inglese) 

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Impara una lingua, eviterai una guerra” (Proverbio arabo)

Appena arrivata in UK, uno dei primi aspetti che ho dovuto affrontare è stato il bilinguismo. Londra ha un tasso altissimo di stranieri che risiedono in Inghilterra stabilmente, per cui si possono ascoltare dialoghi in varie lingue anche solo alla fermata dei bus. Conosco bambini che parlano 4 lingue in modo fluente. Beati loro!

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Perché per fare l’educatore serve la laurea?

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Quando racconto che sono un’educatrice, le persone associano il mio lavoro solo all’infanzia, pensando ai nidi o scuole dell’infanzia. Credono che io sia una piccola animatrice e passi la giornata a giocare con i bambini. Senza riflettere su cosa davvero ci sia dietro questo ruolo e responsabilità. Risultato? Tutti possono fare questo lavoro e ciò provoca dei gravi danni.

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Cosa può fare un educatore di fronte agli attentati terroristici?

Con le pistole si possono uccidere i terroristi, con l’educazione si può distruggere il terrorismo.” Malala Yousafzai

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Siamo tutti sconvolti di fronte agli attacchi terroristici. Fra questi eventi, la notizia mi ha colpito personalmente riguarda Tarik, il quale, dopo esser fuggito dall’Italia per andare a combattere in Siria con l’Isis, è morto martire della jihad. Era un ragazzo marocchino. Giunto bambino in Italia, ho conosciuto durante il mio periodo di lavoro nella comunità Kayros di Vimodrone. Per qualche mese, sono stata la sua educatrice.

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Educare al bello nella disabilità: Martina Tarlazzi ci racconta

 La bellezza non è sogno, ma è cura di ogni aspetto di noi stessi” Yves Bonnefoy

Il lato positivo di vivere in città diverse è la possibilità di conoscere una marea di persone interessanti, con un bagaglio di conoscenze differenti. Come nel caso di Martina Tarlazzi, conosciuta a Bologna, che si occupa di benessere e bellezza con persone disabili ed adolescenti. Martina ha creato il meraviglioso progetto Make your smile Up da sola, ovvero dei laboratori dedicati alla cura di sé. Attenzione per nulla diffusa nel campo della disabilità.

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