I giochi che compriamo seguono l’idea di bambino che abbiamo. Una guida per sceglierli con consapevolezza

Ad ogni ricorrenza, o solo per un semplice regalo e acquisto, come adulti ci troviamo davanti all’enorme scaffale dei giochi un po’ disorientati. Le proposte ormai sono tantissime, come i prezzi che spesso non equivalgono alla qualità esposta. 

Dopo varie visite ad alcuni negozi di giocattoli, ho deciso di scrivere alcune indicazioni e riflessioni in merito. Per diventare più consapevoli nella scelta, mai banale e fine a se stessa. 

Non dobbiamo concepire il gioco come un momento surperfluo, uno di quei passatempi innocui nella vita dei piccolini. 

I bambini, attraverso il gioco, conoscono il mondo, e usano i codici di questa conoscenza come espressione di angosce, desideri e dei sentimenti che provano. Le neuroscienze ci dicono che il cervello è un organo plastico, e soprattutto nei primi 5 anni si costruiscono le strutture per l’elaborazione di tutte le funzioni cognitive ed emotive e relazionali.

L’apprendimento durante questa fase di sviluppo avviene tramite i sensi, ed è questa peculiarità a cui dobbiamo fare attenzione quando scegliamo gli strumenti che maneggeranno i nostri piccolini.

I giochi, prima di passare nelle mani dei bambini, sono degli adulti che ne progettano funzionamento, materiali e idea di fondo. Per cui, la responsabilità che abbiamo è elevata.

Hanno bisogno di trovare dei materiali che prendano per mano le loro competenze e abilità, che riflettino le loro emozioni senza essere aggressivi, ma anzi li sostenga in profondità. 

Capita spesso di farsi travolgere dai giochi in plastica, sono colorati, quasi attraenti, e spesso rumorosi, con un sacco di bottoni da schiacciare e levette da alzare. In modo istantaneo pensiamo che tutti questi elementi possano piacere ai nostri bambini. Accade che di solito si compra, lo regaliamo e dopo la prima euforia, venga abbandonato. 

Considerando che i bambini apprendono tramite i sensi, è necessario riflettere su quali tipi di sensazioni emanino questi oggetti. La plastica è fredda, ha dei colori sgargianti, sempre liscia, rigida e spesso richiede dei movimenti macchinosi per farla azionare. Tutto oltre il dovuto, ma è una sovrastimolazione effimera perché invece di sostenere l’apprendimento sensoriale, lo comprime in modo disordinato e confuso, limitando le possibilità di sperimentazione. 

Riflettere sui giochi che i bambini scelgono, e ciò che diamo a loro a disposizione riflette sulla nostra idea che abbiamo di bambin*. Vogliamo che sia occupato il più possibile o vogliamo permettergli/le di sperimentare con i giusti attrezzi?

Conosciamo tutti la risposta, per cui andiamo a focalizzarci su quali tipi di materiali possiamo concentrarci:

Role play

La prima area è sicuramente il gioco simbolico, per cui il via a bambole, passeggini, il kit del piccolo bebè con biberon e vestitini, mezzi di trasporto, animali di peluche, piccole cucine con tutta l’attrezzatura necessaria in acciaio, legno e anche vetro (se diamo ai bambini la possibilità di sperimentare una responsabilità, loro la coglieranno con caparbietà ma è un discorso complesso da risolvere in qualche riga, lo approfondirò). La macchina da cucire, il kit da meccanico e quello da falegname. Ovviamente anche tutto ciò che riguarda la pulizia, per cui scope e palette, asse da stiro, aspirapolvere e moci (la Mocio vileda ha fatto delle confezioni pazzesche). 

Questi strumenti hanno un potenziale esplorativo e narrativo davvero ampio e importante. Stimolano l’immaginazione, il problem solving, che ha un notevole impatto sul linguaggio. Aiutano lo sviluppo dell’autostima e per cui anche della costruzione del Sè. 

Tutto questo senza seguire quei pensieri giudicanti rispetto a ciò che può essere corretto in base al genere. Il classico allarmismo che vieta a tanti genitori di acquistare una bambola ad un bambino, e la pista delle macchinine ad una bambina. Come scrive Sassatelli nella sua introduzione al testo Questioni di genere:

“Si tratta di un “fare di genere” che fa sì che (un certo tipo) di maschilità e femminilità diventino per noi l’unica, irrinunciabile pelle”

Essendo il gioco uno strumento per conoscere e imparare a sperimentare la realtà, è necessario dare a tutti i piccolini la possibilità di esplorare senza esser obbligati ad aderire ad un unico modello rigido. I bambini attraverso i giochi, acquisiscono le impostazioni culturali della società, e anche le risposte culturalmente accettate nella quotidianità, facendole proprie nel suo mondo circostante. 

Questo non significa che si devono indirizzare i bambini verso i giochi neutri, ma consentire loro di sperimentare a 360gradi, e incoraggiare il libero accesso a tutte le tipologie di gioco, per entrambi i sessi.

Per chi volesse approfondire l’argomento, ho scritto qui alcune riflessioni. 

Per quest’area vi consiglio il brand Plan Toy, ci sono tantissimi set e un sacco di cibi tagliati che si adattano ad sacco di giochi sul “far finta di”. Inoltre sono ecosostenibili. Di facile reperibilità, è anche la fidata Melissa and Doug.

Per il materiale più morbido, ovvero la stoffa, i classici e adorabili topini Maileg, possono essere dei fidati compagni di viaggio. 

Sempre su questo tema, troviamo il catalogo di giochi di Officine FA con la dolcezza della linea Picca Loulou. Volpi, coniglietti, piccole balene, leoni e anche un lama. Colori pastello, una bellezza indiscussa, materiale di qualità e un design molto curato. 

Per gli animali invece consiglio Lanka Kade, le riproduzioni sono fedeli e la qualità è davvero elevata, l’utilizzo si presta tantissimo al gioco libero senza cornici di pensiero. 

Problem solving

Qui inserisco tutto ciò relativo allo sviluppo delle competenze visuo-spaziali, e all’apprendimento del problem solving ovvero la capacità di risoluzione di fronte a delle difficoltà pratiche-logistiche. Per cui puzzle a non finire (basandosi sull’età di riferimento), costruzioni in legno ma anche la plastica in caso. Un sacchetto di legnetti di varie forme e misure di color naturale.

Ad esempio  Milaniwood, è un brand italiano che produce giochi in legno, con varie tipologie di prezzo.

In alternativa c’è anche Ferifè dell’azienda italiana Teknik wood.

Per la fascia 0-3 anni possono andar bene anche delle costruzioni di questo tipo. Colorazione naturale e neutra, varie forme e dimensioni e gli usi sono molteplici.

La famosa e tradizionale scatola di chiodini, elementi magnetici di vario tipo, e costruzioni di legno. Insomma tutto ciò che incoraggi l’area logico-matematica e lo sviluppo cognitivo, andando anche ad incoraggiare la motricità fine e la coordinazione occhio-mano, con tutto ciò che ruota attorno all’area spaziale. 

In questa area rientra anche “Sheep logic” della Djeco, che richiede degli ingredienti specifici: logica, osservazione e concentrazione. Bisogna posizionare le tessere di legno come indicato nelle schede, per poi combinare teste e corpi delle pecore, con quelle rimanenti. Ci sono vari livelli, ed e’ adatto dai 5 anni in poi. 

Materiali sensoriali

In questa categoria tiro fuori la carta dei Trivial Pursuit: ovvero inserisco di tutto un po’. Giochi in legno, gomma, stoffe, nastrini, metallo che possono offrire una vastità di esperienze sensoriali differenti e molteplici. Le stoffe possono diventare un mantello di Elsa o di un supereroe per rimanere sul semplice, o solo la coperta della bambola o una gonna. I nastri possono diventare delle collane, o possono servire per un collage. 

Ad esempio, la pista Way to play” è una buona variante tra il gioco simbolo e il materiale sensoriale. È una pista in gomma per le macchinine, le alternative di composizione sono infinite, e si adatta ad ogni tipo di superficie, dal parquet al cemento, la sabbia e la vasca. Ci sono varie lunghezze per vari prezzi.

Per i giochi in legno, non mancano le proposte sul mercato. Fra tutti, mi ha colpita l’azienda Tender Leaf Toys che accanto alle proposte più classiche, ha prodotto una linea bizzarra. Un set di mostri buffi e simpatici, dipinti da entrambi i lati, con il proprio sacchettino di stoffa. Inoltre loro hanno delle casette di legno adorabili! In Italia, trovate il loro catalogo per Officine FA. 

Per i più piccoli, invece segnalo con piacere l’azienda Dena Toys, che si occupa dei piccolissimi ma con uno sguardo al futuro. I loro giochi sono fabbricati con silicone platino, resistente, morbido e sicuro. Sono stati prodotti con l’idea che possano esser messi in bocca, ma anche arrotolati, calpestati e manipolati per sviluppare le abilità psicomotorie dei bambini. Le forme sono semplici e immediate (casa, albero, bambino), adatte a crescere con i piccoli nelle loro fasi di sviluppo. Passati i primi due anni, possono essere usati come costruzioni per cui stimolare l’immaginazione, la fantasia m anche la coordinazione occhio-mano. Per classificare forme e colori e anche come formine dei biscotti. Insomma un gioco multifunzionale dai 0 fino ai 6 anni!

Sul legno, invece voglio segnalarvi una realtà molto piccola brianzola, Isella Creations. Costruiscono delle piccole delizie.

Il set da cartoleria

La carta è davvero uno di quei materiali liberi, o meglio definiti “destrutturati” che danno davvero un’ampia gamma di possibilità. Fra tutti, è quel tipo di materiale che ha la potenza di rappresentare un’opportunità di riflesso delle emozioni provate dai bambini. Questo avviene soprattutto perché il disegno, la manipolazione, i ritagli permangono sull’oggetto in questione e per questo facilmente visibili dall’occhio esterno. Un oggetto che non può rimanere grezzo, e nell’impegno della manipolazione i bambini utilizzano ogni parte del loro corpo nell’esprimere cosa provano. Inoltre, si sviluppa la concentrazione e la libera espressione perché la carta (e tutte le sue forme) è il materiale che si trasforma totalmente. Può essere colorata, piegata, strappata, arrotolata (pensate a tutti i cannocchiali che si fanno).

Per questo, il consiglio è quello di regalare un super set di cartoleria. Cartoncini colorati e bianchi, carta velina, colla, bastoncini dei ghiaccioli, brillantini, colla vinilica, gessetti, pennelli, forbici a zig-zag, brillantini, nastri adesivi colorati, stampini, pastelli a cera, olio matite e pennarelli, e tempere. Insomma le scelte sono davvero ampie. 

Manipolazione

Qui la super lista dei materiali che cambiano forma e misura per cui pongo, das, pannolenci, sabbia cinetica. Mettete da parte le formine pre confezionate, ma accompagnate tutto da legnetti, mattarello, pigne e tappi, imbuti, cucchiai di diverso tipo, per dar la vita a tutto questo sarà ancora più libero ed espressivo. Proprio qui che risiede la consapevolezza di pensare il bambino come protagonista delle sue azioni. 

Cura delle piante

Il tema dell’outdoor education sta diventando il protagonista delle conversazioni in ambito educativo, per tutta una serie numerosa di benefici che porta allo sviluppo dei piccoli. Per questo, si può valutare anche l’acquisto di tutti gli attrezzi per il giardinaggio: piccoli vasi, semi, annaffiatoi, terriccio. I bambini adorano prendersi cura delle piante, perché attiva in loro una serie di competenze che hanno la necessità di svilupparsi. Pensiamo ai sensi usati durante questa attività, gli odori differenti, le textures così naturali e grezze come il terriccio, il vaso di terracotta. È quel tipo di esercizio che non si esaurisce in un pomeriggio, ma continua con la cura quotidiana che si traduce nell’azione di annaffiare, e osservare ogni giorno la crescita delle piantine.

I risvolti positivi sono molteplici perché si trasmette anche un’importanza all’ecologia che se indotta fin da piccini, da buone pratiche si passa ad abitudini consolidate. Ne ho parlato meglio qui, con qualche consiglio pratico. 

Movimento

In questo paragrafo rientrano i giochi che stimolano a fare un salutare movimento fisico. Spesso i bambini conoscono vivono maggiormente gli spazi interni rispetto ai giardini, strade e parchi. Per cui, se riusciamo a inserire nella loro quotidianità un po’ di sano esercizio fisico divertente, è solo uno sguardo più ampio alla loro realtà. Il corpo come strumento per conoscere il mondo, se riusciamo a farlo saltando, correndo e pedalando, lo sviluppo sarà più inclusivo. Per cui sono valide: biciclette, pattini, tricicli, tappeti elastici, palloni, corde.

Letteratura

Sui libri si va sul grande classico che spesso, viene davvero snobbato da tutti. Alcuni amici recentemente mi hanno detto “Ma non hanno ancora l’età per leggere”, ma i bambini adorano letteralmente che qualcuno legga per loro. Anche se sono in grado di farlo in autonomia, immaginate per i più piccoli. I motivi sarebbero tantissimi, e ne ho scritto qui (con alcuni consigli pratici). Sui  libri di qualità la parentesi da fare sarebbe troppo estesa ma ci possono essere alcune dritte da prendere in considerazione. L’età di riferimento, se sono abituati ai libri o meno (in caso negativo consiglio di andare sui grandi classici della letteratura per l’infanzia, fatevi consigliare dal libraio), conoscere almeno vagamente i gusti del piccol* a cui state facendo questo regalo, ma si può anche pescare fra le storie che più vi colpiscono. 

Giocare significa rispettare delle regole

Per i più grandi, valgono i giochi in scatola, quelli di società che danno l’opportunità a tutta la famiglia di radunarsi attorno ad un tavolo. Le competenze sviluppate anche in questo caso sono molteplici. Il rispetto delle regole come primo elemento da comprendere, e la conseguente capacità di gestire la frustrazione della perdita. Inoltre si allena la memoria con tutti i dettagli da ricordare, il linguaggio per far fronte alle sfide del gioco, e i rapporti sociali con i propri amici e avversari. In modo particolare si allena ai tempi di attesa, alla negoziazione, alla capacità di far fronte agli imprevisti. Le aree coinvolte sono numerose. 

Io ho i miei preferiti, oltre al classico e amato Monopoli. Cluedo per trasformarsi in investigatori privati, indizi, appunti, armi del delitto, sospettati e accusa. Qui bisogna armarsi di astuzia e si esercita la buona capacità critica nel leggere oltre le apparenze. Super consigliato.

C’e anche l’amato Cranium, che mette in moto sfide e avventure portando sulla tavola fantasia, creatività e abilità manuale. 

Se invece volete qualcosa di differente dai classici, ho delle dritte. Trovate una lista qui, sull’arte dell’inventare storie.

Mentre se siete amanti di magia, vi consiglio Magic School della Djeco, in cui si richiede di superare un super esame di stregoneria con un po’ di memoria.

Tempo

Per ultimo ma a parer mio, uno dei più importanti. Ai bambini non servono tonnellate di giochi, anzi sulla triste realtà che stiamo crescendo dei piccoli consumisti si potrebbero fare grandi riflessioni ma torniamo al punto base. A questi bambini dedichiamo loro del tempo, per andare al cinema, museo, alla mostra, a teatro, in sala giochi, al bowling, a mangiare una pizza. Per cui si possono regalare dei biglietti per andare al cinema, delle esperienze come dei corsi di cucina, Aereo Gravity (quello di Milano è pazzesco) , la caccia al tesoro che organizza il Piccolo teatro di Milano, il battesimo della sella, una gita all’acquario.

Tutto ad una condizione irremovibile: il pacchetto regalo deve essere bellissimo, così c’e sempre la gioia dello scarto.

Magari date dei suggerimenti, ad esempio per l’esperienza in volo, un piccolo aeroplano con un indizio, un peluche se fate qualcosa relativo agli animali. Quando ho portato mia nipote agli studi di Harry Potter a Londra, le ho preparato la lettera che Hogwart manda al maghetto, personalizzata con il suo nome, stampata e poi ho imbevuto il tutto di caffè per rendere la lettera reale e veritiera, e non fresca di stampante della zia. Fatto un pacco ad hoc con l’uniforme per cui sciarpa, e mantellina. Tutto recapitato con il peluche del gufo della scuola, esattamente come accade nei libri e film. Solo che il gufo non era reale, ma è stato solo un piccolo dettaglio logistico. Quando si ritrovò davanti a tutto questo, rimase in silenzio per parecchio, non riusciva a parlare dallo stupore. Qualche giorno dopo ho scoperto che un brand si occupa di personalizzare il tutto in modo dettagliato, preciso e magico! 

Create un po’ di magia. Certo tutto si basa sul ruolo che avete, ma provate a guardare oltre il mero materialismo. 

Per ogni regalo, io ho un codice preciso:

Il pacco deve essere nella sua forma originale, nessuna busta spillata con la carta regalo del negozio di giocattoli (errore da principianti eh). La carta colorata, i nastri da disfare, il rumore dello scarto, i movimenti impazienti sono ancora più attesi del regalo stesso. 

Inoltre, anche l’effetto sorpresa non è da escludere. Pensate alla meraviglia del “ooohhhh” allo scarto del regalo. Non è obbligatorio seguire le passioni dei bambini, e indicazioni dei genitori in caso. I piccoli hanno una grande capacità esplorativa, sono generalmente curiosi e dare a loro la possibilità di giocare con qualcosa fuori dalla loro comfort zone è una valida alternativa. Provateci. 

In questo caso, si pongono generalmente due domande.

“Hanno tanti giochi e poi li abbandonano, perché?”

I bambini sperimentano in continuazione, sono curiosi, cercano, esplorare, schiacciano, rompono, smantellano. Provano tutti i possibili utilizzi e quando li esaurisce, e’ naturale che lo sia anche il loro interesse. Detto ciò, le variabili sono molteplici. Il livello di competenze necessario, per cui se è troppo facile o difficile il gioco può essere abbandonato. Gusti personali (come noi adulti), o semplicemente perché non li hanno colpiti in modo sufficiente. Generalmente, i bambini creano un legame emotivo con i giochi nel caso dell’oggetto transizionale.  Ovvero un oggetto fisico che spesso può essere una bambola, un aeroplano, un peluche, coperte che fornisce supporto ai piccoli e progressivamente una sorta di “sostituzione” durante l’assenza dei suoi genitori. 

 “I genitori non conoscono l’importanza di questi materiali, cosa faccio?”

Qui le opzioni sono varie. Tutto si può spiegare, magari con un bigliettino o solo a voce senza un atteggiamento di superiorità ma come un “Ho sentito parlare molto bene di questi strumenti e ho pensato a voi”. Oppure accettate senza remore i consigli dei genitori, e regalate ciò che vi sembra corretto. Non tutte le famiglie sono a conoscenza della notevole differenza e livello di manipolazione sui differenti giochi, alcune sono ostacolate dai prezzi più alti, altre ancora non vanno oltre alle offerte che si trovano. Asteniamoci dal giudizio. 

Detto ciò, fare una buona cultura dell’infanzia è doveroso in tempi odierni e i piccoli cambiamenti si fanno anche con le nostre scelte quotidiane. 

Anche sotto l’albero di Natale. 

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Annalisa Falcone
Sono un’educatrice e pedagogista. Non potrei immaginarmi a vivere felicemente senza questa meravigliosa e faticosa professione. Adoro leggere e la pedagogia è la mia passione più grande. Ho studiato e lavorato a Milano, Bologna e ad Alicante, piccolo e piacevole paese a sud della Spagna. Faccende di cuore mi hanno portato nel 2015 nell’affascinante Londra.

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