La formazione è sempre la soluzione: consigli per gli educatori

Le emergenze ci costringono ad essere flessibili e a modificare i tutti i nostri piani. Le buone pratiche possono prendere varie direzioni, e una di queste è la formazione continua. Per questo, mi sembra doveroso condividere letture, ma anche video, film, romanzi che possono trovare un senso a qualsiasi momento di fermo obbligatorio. 

Per i testi di pedagogia, qui trovate un approfondimento su quelli che io considero gli essenziali, mentre qui la pedagogista Martina Tarlazzi dello studio pedagogico epoche ne consiglia altri che spaziano in altri campi, ma sono utili anche per ha scelto la cura come professione.

3,2,1, iniziamo con i consigli! 

Cinque lezioni leggere sull’emozione di apprendere, di Daniela Lucangeli

La ricercatrice Daniela Lucangeli non ha bisogno di presentazioni ma solo di applausi. In questo testo riassume i suoi anni di ricerca e riflessione su 5 temi particolari. Si racconta del ruolo delle emozioni nell’apprendimento, dell’errore che diventa risorsa, della motivazione che guarda al futuro, di come dare ai nostri bambini la possibilità di stare bene a scuola, per concludere spiegando come aiutarli a districarsi nella foresta dei numeri. Cinque lezioni che parlano agli insegnanti e ai genitori con un linguaggio diretto, con energia e anche vissuti personali, ma che affondano le radici più profonde in un terreno solido e scientificamente rigoroso. Un libro da leggere per chiunque abbia una relazione con bambini, in primis per insegnanti, educatori ed per genitori, zii. Per chiunque voglia cambiare approccio mettendosi in gioco con capacità e coraggio. 

Fuori, di Monica Guerra

Approfondimento sull’educazione outdoor, ma con alcune parole chiave che ruotano attorno al tema della natura come ambiente di apprendimento. Vengono esplorate le molteplici possibilità del binomio educazione-natura attraverso i contributi di numerosi pedagogisti. Si parla di rischio, suggestioni, nutrimenti e tantissimo altro per comporre un puzzle dove tutto coincide e stimola la riflessione. Monica Guerra è una garanzia e qui ha la capacità di radunare tematiche e ricercatori che riescono ad affrontare le potenzialità dell’apprendimento in natura da diverse e ricche angolazioni. 

Un’altra scuola è possibile

Per chi cerca una panoramica sui modelli educativi più conosciuti, questo è un testo valido. È una raccolta delle esperienze significative di tutti quegli studiosi come Steiner, Montessori, Rousseau, Froebel, Pestalozzi, Milani, Lodi, e altri ancora, che hanno elaborato un approccio riflessivo all’educazione. Troviamo differenti modalità di approfondire l’apprendimento, della concezione scientifica, passando a quella più olistica e antropologica. Un buon approfondimento, che ovviamente deve riassumere ma lo fa con criterio e lasciando davvero i punti essenziali di ogni approccio studiato.  

Costruire partecipazione, di Monica Guerra ed Elena Luciano

Qui si approfondisce un tema che dovrebbe essere centrale in ogni servizio educativo per la prima infanzia: l’alleanza educativa tra operatori e genitori. Si affronta la collaborazione condivisa anche dal punto di vista di vista internazionale, raccontando di alcune esperienze in Germania Francia e Spagna. Un costruire partecipazione come una responsabilità condivisa tra i diversi agenti del territorio, come una comunità educante. Si narra anche della documentazione pedagogica come facilitatore nel costruire il legame servizi-bambini-famiglie. 

La persecuzione del bambino. Le radici della violenza, di Alice Miller

Uno dei capisaldi di Alice Miller, che approfondisce la pedagogia nera. Ovvero come i bambini, costretti a reprimere la propria aggressività, da adulti non sapranno come reagire alle imposizioni rigide che troveranno nel loro ambiente familiare e sociale. Per rafforzare questa tesi, semplice ma spesso ignorata, la Miller racconta l’infanzia di tre personaggi a diverso titolo esemplari: Adolf Hitler; il criminale degli anni sessanta Jürgen Bartsch, assassino e seviziatore di bambini; Christiane F., autrice del libro Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, in cui racconta la propria esperienza dell’emarginazione e della droga. Assolutamente necessario.

Quando ridiventerò bambino, di Januzs Kocrzak

“Gli adulti immaginano che i bambini debbano sopportare qualunque cosa senza aprir bocca e non capiscono che possano sentirsi offesi. Perché? È così difficile? Eppure, chiunque sa distinguere tra ciò che gli fa piacere e ciò che lo ferisce.”

Januzs Kocrzak era un medico, ma passo la sua vita a vivere e comprendere i bambini, dando vita ad un approccio educativo basato sul riconoscimento e la garanzia dei loro diritti. Aprí un istituto, e con esso un microcosmo di vita in cui i bambini poterono fare esperimento di autonomia. In questo romanzo Kocrzak, ci riporta al mondo dei piccoli narrando di un uomo che ritorna bambino, conservando le conoscenze dell’adulto, ma ben presto si accorge che la vita a quell’età è tutto tranne che facile. Lettura illuminante, che ti lascia la volontà di guardare punti di vista che spesso sottovalutiamo. 

Video Youtube

Studi di genere dalla massima ricercatrice italiana sull’argomento: Webinar | Obiettivo Parità! Promuovere la cultura della parità di genere di Irene Biemmi

Approfondimento sui DSA della ricercatrice Daniela Lucangeli: Daniela Lucangeli – Lectio magistralis: gli effetti del potenziamento nelle learning disabilities.

Ted Talks

Il potere delle parole giuste di Vera Gheno

Mindfulness in Schools di Richard Burnett

Documentari

“The mask you live in”. Racconta, con una serie numerosa di testimonianze, come la nostra cultura cresca bambini, ragazzi e uomini con l’idea che provare delle emozioni sia sbagliato. Dal punto di vista maschile, si può solo essere arrabbiati e felici, mai tristi. Il tutto per celare delle emozioni in una società che risulta offensiva e lesiva. C’è un forte bullismo che urla “femminuccia” e “gay” come insulti, come se essere donna e omosessuali fosse qualcosa di cui vergognarsi. Un modo di pensiero anticipatore alle molestie e violenze. Non solo per le donne ma anche per i bambini. Se diciamo a loro che essere “femminuccia” è sbagliato, che idea avranno del mondo femminile? Se costringiamo ogni bambino e ragazzo a reprimere tutto ciò che riguarda la sfera della sensibilità quale tipo di adulti stiamo crescendo?
Ecco perché nel 2020 è doveroso discutere di stereotipi di genere. Lo trovate su Netflix.

Romanzi

Ho scritto un sacco di articoli in merito. Vi rimando qui per i romanzi che ho consigliato in estate ma valgono per qualsiasi momento dell’anno, mentre qui trovate le storie che mi hanno colpito negli ultimi mesi. 

Saggi

Ho scritto un articolo raccontando i saggi che mi hanno letteralmente catturata perché hanno avuto la capacità di pulire i miei occhiali rispetto ad alcune tematiche. Lo trovate qui. 

Albi Illustrati

Nella formazione, io farei rientrare anche degli albi illustrati perché dovremmo ignorare l’età di riferimento, e capire che i libri per bambini sono di aiuto anche per i grandi. I miei preferiti: Il meraviglioso Cicciapellia di Beatrice Alemagna, Lost and Found di Oliver Jeffers ma sul blog nella sezione “letteratura” ne trovate tantissimi altri. 

Una menzione speciale per “Lettera ad una bambina”. Questo albo fa fare un piccolo salto ai piccolini ma anche a noi adulte, perché ci aiuta a lottare con tutti i segni di sottrazione che viviamo ogni giorno. Fra la perenne corsa di dimostrare ciò che valiamo e la paura di non esser mai abbastanza. Una lettera, un inno a non aver paura ad alzare la mano e farci sentire. In tutti i sensi.

Film

L’onda. Un professore della mia triennale, alla prima lezione, lasciò un messaggio sul proiettore con indicazioni assurde e precise su cosa avremmo dovuto fare appena lui fosse entrato. Perplessità, e sguardi di sospetto circolavano fra i banchi. Il prof entrò e tutti noi seguimmo quelle regole così folli, ma che in quel momento ci sembravano corrette. Applausi in un certo modo, una hola, degli urli con tempi particolari. Una serie assurda di richieste senza senso, ma volevamo seguire le regole. Una classe di almeno 200 studenti. Lui così autorevole e consapevole di quello che stava capitando. Dopo 10 minuti di presentazione in cui il livello divenne paradossale e il linguaggio aggressivo, lui se ne andrò. Noi quasi con lui. Rientrò in aula dopo qualche minuto e ci disse che nel 2009, un’altra dittatura era possibile e il suo esperimento ne era stata la prova. In quel semestre, avremmo approfondito la questione. Di questa storia racconta il film “L’onda” che vi super consiglio. Non l’ho trovata nelle piattaforme online ma insomma, se avete modo guardatelo. Trovate anche il romanzo. 

Girl. La storia di Victor che è diventata Lara, tutti accolgono questo cambiamento senza turbamenti. Il padre la accompagna nel suo percorso, gli insegnanti la incoraggiano, ma a lei non basta, vuole trasformare subito il suo corpo. Siamo dentro la percezione di genere, di ciò che intendiamo per maschile e femminile. Lo trovate su Netflix.

Freedom writers. Un po’ datato, ma sempre un buon esempio di come un altro tipo di narrazione e relazione sia possibile.  In un ambiente molto ostile e in un contesto sociale difficile, una giovane insegnante cerca di trasmettere alla sua classe composta di diverse etnie, l’importanza di un’educazione che vada oltre l’aspetto formativo della scuola superiore: l’importanza del rispetto verso gli altri e della tolleranza del saper convivere.

Serie tv

When they see us. La vicenda si basa sugli eventi legati al caso della jogger di Central Park, avvenuto nel 1989, e descrive le vite dei sospettati accusati dell’aggressione e delle loro famiglie. Vengono arrestati, costretti a confessare in video la propria colpevolezza e, condannati con il massimo della pena. Nel 2002, grazie alla confessione del vero assalitore, Matias Reyes, e per merito della conferma delle prove del DNA e di ulteriori indizi compresi nell’indagine dell’ufficio del procuratore distrettuale, il tribunale annulla le condanne dei cinque uomini. Lo trovate su Netflix.

Risponde alla domanda: Perché bisogna lavorare per un’educazione inclusiva?

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Annalisa Falcone
Sono un’educatrice e pedagogista. Non potrei immaginarmi a vivere felicemente senza questa meravigliosa e faticosa professione. Adoro leggere e la pedagogia è la mia passione più grande. Ho studiato e lavorato a Milano, Bologna e ad Alicante, piccolo e piacevole paese a sud della Spagna. Faccende di cuore mi hanno portato nel 2015 nell’affascinante Londra.

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