Una lettera per te caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

chi ti scrive qui è una professionista di educazione della prima infanzia, e proprio per questo vorrei credere anche io un po’ nella tua magia e scriverti delle richieste inusuali. Sperando che tu riesca tra giochi e pastelli colorati, ad impacchettare anche solo un pizzico di tutto questo. 

Insegnanti competenti. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi si meritano professionisti che non basano le loro pratiche su convinzioni basate sul nulla cosmico ma su una teoria solida, mista alle competenze raggiunte attraverso l’osservazione, l’ascolto, il mettersi in gioco, la curiosità di approfondire, di ammettere di sbagliare. Maria Montessori affermava che “Per avviare una rivoluzione in campo educativo bisogna iniziare dall’adulto” e ne sono fermamente convinta. Aiutaci a liberarci dalle credenze fondate su una tradizione culturale ormai antiquata, focalizzandoci sullo sviluppo delle competenze e non sul prodotto da presentare.

Una scuola democratica, come un laboratorio sociale come la definisce il grande Franco Lorenzoni dove gli incontri aprano alle possibilità della scoperta, tra la convivenza e differenza di diverse credenze e culture. Soprattutto in luoghi in cui la scuola è l’unica piazza verso il futuro. Una scuola che annienti le disuguaglianze ma sia capace di far splendere le potenzialità e sia coraggiosa a rallentare laddove le corse siano solo priorità degli adulti. Una scuola in cui si possa coltivare la terra, arrampicarsi sugli alberi, un luogo dove andare lenti e pensare insieme.

Una tonnellata di umiltà caro Babbo. Riflettere su quale filosofia dell’educazione dovremo perseguire per affrontare le nuove sfide di questo mondo precario, per avere un pensiero di un futuro sostenibile quando tutto è opaco. Alleniamoci con Greta Thunberg, ed i giovani di di Fridays for future per costruire le basi di nuove riflessioni e priorità. 

Far diventare i boschi e le città delle aule a cielo aperto per la maggior parte di studentesse e studenti. Diffondere la scientificità delle potenzialità dell’ambiente naturale in tutta la categoria di professionisti dell’educazione. Combattere contro chi considera le basse temperature come il nemico, formare chi ha paura di ciò che non conosce. 

Spargere un po’ più di coraggio a chi si occupa di educazione in tutti gli ambiti. Coraggio di provare nuove strade, di rimanere in silenzio, di mettersi in punta di piedi ma anche nel lottare davanti all’incompetenza e sottolineare il compito di questo ruolo tanto delicato ma imponente. 

Libri per bambini. Distribuisci albi illustrati di qualità a piccoli e grandi, alle bambine e ai bambini, e agli adulti. Servono per ampliare il proprio orizzonte, a prendersi cura di noi, a fare della parola autentica uno dei capisaldi della propria educazione. Affinché si  possa iniziare una profonda opera per formare lettori critici, attenti e motivati e gli adulti siano capaci di tornare bambini, ancora un po’.

Il gioco. Dona la capacità di giocare, ridere, condividere stupore e gioia senza distinzione di età, sesso, genere, classe, etnia, religione. Rendi capace l’intero mondo adulto di scoprire tutte le potenzialità che il gioco contiene nelle sue stesse caratteristiche. Pulisci i nostri occhiali da aspettative rigide e tabelle inflessibili.

Dona un’estesa ma acuta sensibilità della parola, in tutte le sue forme. Regala la capacità di costruire una consapevolezza premurosa e paritaria, affinché non ci sia un giudizio sul diverso ma un’accoglienza peculiare nei confronti di persone, fenomeni a noi sconosciuti.

Concedici più tempo per piangere quando ne abbiamo bisogno, così da esplorare anche le emozioni spiacevoli, scoprire le parole che la caratterizzano, per viverla e oltrepassarla accantonando la convinzione che versare lacrime sia solo un privilegio di un solo sesso e genere.

Lo so caro Babbo, sono tantissime richieste ma si sa che credere in un pizzico di magia ci salva dai periodi nebulosi. La rivoluzione culturale che dobbiamo compiere è talmente enorme che qui serve anche il tuo aiuto. Il Natale, la sua atmosfera particolare, ed i bambini accompagnati dal loro pensiero magico, distribuiscono anche a noi grandi un pizzico di fiducia e la stupefacente capacità  di credere a tutte le narrazioni che vengono raccontate. Per questo sono fermamente convinta che Babbo Natale esiste davvero, come esiste Matilde di Roald Dahl, Pippi Calzelunghe, le protagoniste dei romanzi di Bianca Pitzorno.  Sono storie che vivono così profondamente nelle nostre parole e pensieri che prendono forma nella vita reale. Se possiamo immaginarle vuole dire che ci sono.

Con affetto caro Babbo,

Buon Natale di cuore

Trovate un approfondimento di tutte queste tematiche nel mio primo testo

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Annalisa Falcone
Sono un’educatrice e pedagogista. Non potrei immaginarmi a vivere felicemente senza questa meravigliosa e faticosa professione. Adoro leggere e la pedagogia è la mia passione più grande. Ho studiato e lavorato a Milano, Bologna e ad Alicante, piccolo e piacevole paese a sud della Spagna. Faccende di cuore mi hanno portato nel 2015 nell’affascinante Londra.

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