Raccontare il ciclo mestruale per combattere gli stereotipi

Il menarca, le “mie cose”, le regole, il marchese, lo sbarco gli inglesi, l’armata rossa, le rose rosse sono tutti modi alternativi per evitare di parlare di un evento naturale: il ciclo mestruale. Dipende dal contesto in cui si vive ma si passa dal tabù di nominarlo a vere e proprie discriminazioni che incidono fortemente sullo sviluppo della propria vita. 

Le mestruazioni sono ancora un tabù, qualcosa che preferiamo non nominare per paura di infangare o sporcare con chissà quale condanna il nostro essere al mondo. In alcune parti del mondo, e fino all’altro ieri anche a casa nostra, erano considerate sotto la sfortuna di malvagie superstizioni che vedevano nella donna con il sangue mestruale uno dei peggiori presagi. Credenze popolari che si ripercuotono sulla salute e benessere delle donne. 

Questa incapacità di parlarne con serenità è dovuta anche all’inesistente educazione sessuale che impedisce di conoscere il nostro corpo, come funziona, quali sono le fandonie che si tramandano e le sue caratteristiche. Una donna con il ciclo viene giudicata “isterica” non considerando totalmente l’ascensore di ormoni a cui è sottoposta, con la convinzione in tasca che le risposte sia universali e ci siano reazioni comune per tutte. Si tramanda così l’incapacità di parlar con chiarezza e disinvoltura del proprio corpo e quando si tratta di mestruazioni il silenzio è la regola costante. 

Un’assenza di parole dovute anche alla nostra legislazione che sottopone gli assorbenti all’iva del 22% come un bene di lusso rispetto ai rasoi per uomini che hanno quella del 5% destinata ai beni di prima necessità. Siamo ormai una cultura che simula il sangue mestruale nelle pubblicità con del liquido azzurro e appena si prova a trasformare la narrazione in qualcosa di diverso si urla allo scandalo. Se fossero gli uomini ad avere il ciclo? Probabilmente avremo una accessibilità agli strumenti come assorbenti, antidolorifici e ricerche mediche molto più focalizzate sulle mestruazioni rispetto alle numerose opportunità in commercio su come avere un’erezione. 

Illustratrice Jeannie Phan

Inoltre le sofferenze fisiche legate al ciclo non sono ritenute sufficientemente valide da sottoporre ad eventuali indagini. Si stima che il 40% delle donne che soffrono di dolori pelvici ricevono dopo anni di martirio fisico e psicologico, con numerosi problemi sotto la sfera relazionale e lavorativa, la diagnosi di endometriosi. In questo modo la malattia avanza causando una situazione irreversibile come la ridotta riserva ovarica. 

Anche le variazioni sulle possibilità in commercio su come affrontare questo periodo non sono di larga scala. Pensate che i primi progetti di coppa mestruale risalgono al 1897, ma si sa che il benessere di una donna non è tra i primi posti della nostra cultura di appartenenza per cui abbiamo dovuto aspettare i giorni odierni per scoprirla. Un altro metodo possibile sono le mutande lavabili che sono circondate da un sacco di stereotipi e permettono anche un risparmio economico non indifferente. Io ho optato per questa direzione e finalmente vivo il mio ciclo con più serenità e meno fastidi. Compro i miei slip su Cheekywipes, un sito inglese con cui ho sperimentato anche la spedizione in Italia. Consiglio la taglia più grande (per una M acquistate una 10-12).

È necessario normalizzare il ciclo mestruale per le nuove generazioni, così che differenti consapevolezze potranno diventare pensieri culturali fondati sul benessere di tutti, uomini e donne. 

Tra i tanti strumenti a disposizione abbiamo anche la letteratura, e qui per fortuna ci sono delle pubblicazioni che meritano attenzione.

Questo è il mio sangue

Cosa si potrà mai raccontare di interessante delle mestruazioni? Questo saggio delinea un excursus storico intrecciando le sue esperienze personali con numerose informazioni scientifiche. Offre varie riflessioni e permette di approfondire tematiche ancora poco chiare. Ad esempio ho scoperto che nella confezione degli assorbenti interni non si trova la loro composizione. Dopo una petizione partita da una studentessa francese si scoprì che attorno a questo tema permane una opacità collettiva delle aziende coinvolte. Alcune indagini hanno scoperto che la maggior parte contiene plastiche o derivati, a volte anche tracce di glifosato. È un saggio leggero senza mai essere superficiale o noioso. C’è tutto: scienza, storia, attualità, tradizioni e falsi miti. Super consigliato. 

È tutto è un ciclo

Una Graphic novel ben scritta e illustrata che racconta il tema delle mestruazioni, della pubertà e di tanto altro. Il racconto inizia proprio con un episodio che accomuna tutte le ragazze e rappresenta una delle paure durante la pubertà: un pantalone che si macchia di sangue. Da qui la storia attraversa tematiche come la sorellanza, l’attivismo, ma anche la volontà di provare a cambiare le cose quando non ti piacciono. Anche se sei una ragazza del liceo. Tratta anche di dolore fisico e delle conseguenze invalidanti per una ragazza che soffre di questa malattia cronica. Il colore rosso delle illustrazioni riesce ad evidenziare la caratteristica di questa graphic novel senza mai essere essere d’intralcio alla narrazione. 

Cose da ragazze

Questo libro può apparire com una guida per le ragazze che attraversano la pubertà ma in realtà c’è tanto altro. è un testo che attraversa tante tematiche come…ma che diventa un sostegno prezioso in un periodo in cui in testa ci sono tante domande e tante incertezze nel chiedere risposte. Grafica accattivante e con disegni adatti a spiegare la fisiologia degli organi femminili semplificandoli adeguatamente.

Rosso è bello

Questo testo utilizza una chiave poetica e ironica per raccontare le mestruazioni. Le illustrazioni eleganti e raffinate accompagnano le parole in questo percorso sfatando i diversi tabù inserendo anche delle nozioni scientifiche che aiutano la comprensione di cosa significhi avere il ciclo mestruale. Ci sono diversi consigli all’interno e fa bene leggere queste parole a chi sta affrontando i primi cicli mestruali ma anche alle più adulete che spesso si dimenticano di alcune dinamiche essenziali.

Fazzoletti rossi

Romanzo per ragazze-i che affronta con naturalezza non solo le mestruazioni ma anche temi che riguardano il periodo delle scuole media come i social e il bullismo. È un romanzo che si divora, molto scorrevole perché la struttura narrativa è solida e rende le vicende interessanti da vari punti di vista. 

Illustrazione di copertina di Lucia Zamolo da “Rosso è bello”

Qui trovate il mio testo “Dalla parte dell’educazione”

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Annalisa Falcone
Sono un’educatrice e pedagogista. Non potrei immaginarmi a vivere felicemente senza questa meravigliosa e faticosa professione. Adoro leggere e la pedagogia è la mia passione più grande. Ho studiato e lavorato a Milano, Bologna e ad Alicante, piccolo e piacevole paese a sud della Spagna. Faccende di cuore mi hanno portato nel 2015 nell’affascinante Londra.

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