Dalla parte dell’educazione – il testo

Nel grande mare dei dibattiti online, finalmente l’educazione sembra esser tornata al centro dei dibattiti della comunità. Durante una pandemia mondiale, i pensieri si sono concentrati sulle disuguaglianze e sui tentativi di costruire un modo nuovo di fare didattica in un campo che prevede guardarsi negli occhi, come elemento primario dell’apprendimento. Le parole sono state numerose ed essenziali, come gli orizzonti che si sono aperti. Ho raccolto in una autopubblicazione le mie riflessioni partendo dalla situazione che l’emergenza sanitaria ha evidenziato per porre l’accento su dinamiche educative preziose e delicate per ampliare una cornice di pensiero fondata sulla cura autentica.

È finalmente online il mio primo testo autopubblicato. 

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Una bibliografia per l’anno scolastico

La ripartenza dei servizi educativi e scolastici comporta una serie di competenze raffinate peculiari per questo periodo. Non solo per gli ambientamenti al nido, ma proprio come bussola orientativa del nostro pensiero educativo, per coltivare la nostra filosofia della cura con la formazione perenne. Da qui, parte la descrizione di questi testi che reputo essenziali per mettere buone radici per un terreno fertile. 

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Rientro a scuola, un decalogo per mettere al centro l’educazione

In educazione, non ci sono delle pozioni magiche ma solo una tonnellata di ricerca, curiosità e competenze come abilità capaci di interagire e creare una professionalità educante degna del suo ruolo. Questo decalogo non delinea delle regole, ma solo dei buoni punti di partenza da dove far partire il nostro processo verso un’educazione più responsabile del compito a cui è chiamata a rispondere.

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Giochi da femmine, da maschi e…da tutti e due

Mo sapeva che a Caterina, Cecilia e Maria, quando avessero messo piede su Deneb, nessuno avrebbe chiesto di compilare un modulo sbarrando la F. e non la M. per relegarle di conseguenza in uno scompartimento di seconda categoria.” Extraterrestre alla pari, Bianca Pitzorno

Nel testo “La cultura dell’educazione” Bruner racconta di i bambini entrano a far parte della cultura attraverso numerosi strumenti, tra cui il gioco che diventa un elemento fortemente caratterizzante. All’interno si tramandano tradizioni, credenze e soprattutto le regole insite nella società.

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Libri da leggere in quarantena che valgono come carezze

In queste settimane paradossali, ci aggrappiamo a qualcosa o qualcuno che consideriamo come alleato. Scelte davvero personali, perché in questa grande fatica è giusto che ognuno scelga il modo che ritiene più opportuno per sopravvivere. Per quanto mi riguarda, i libri sono sempre i miei migliori amici. Non sono racconti legati in qualche modo al senso di solitudine, ma delle vere e proprie coccole che possono fare da congiunzione con alcuni stati d’animo. 

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Il lavoro di relazione ai tempi del COVID-19

“Di cosa hai paura? Di vivere senza esistere. 
Spiegami. Ciò che mi affatica di più non è il mio bisogno degli altri. 
Cos’è allora? È che non abbiano bisogno di me.”
Charles Gardou, “Nessuna vita è minuscola”

Nel grande gioco di equilibri che questa emergenza ci ha costretto ad affrontare, c’è un ruolo che, per natura professionale, si ritrova come un giocoliere su una trave. Non sono al lavoro solo medici, infermieri, commessi, e magazzinieri del supermercato, e tutti coloro che ci permettono di vivere una quarantena in qualche modo sicura, ma anche un ruolo spesso bistrattato in tempi normali, ora mai menzionato. Tutti gli operatori sociali che lavorano con un gruppo di persone sensibili, considerate invisibili.

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Come mantenere un legame a distanza tra famiglie e servizi educativi della prima infanzia

Di imparare non si finisce mai, e quel che non si sa è sempre più importante di quel che si sa già. Questa scuola è il mondo intero quanto è grosso: apri gli occhi e anche tu sarai promosso.”  Gianni Rodari, “Una scuola grande come il mondo”

È un periodo di emergenza per tutti, in cui ognuno fa quel che può con le risorse a disposizione. È la prima volta che questa generazione si ritrova a fronteggiare una situazione di questa portata e per questo nelle difficoltà, si fa riferimento all’insieme di valori e credenze su cui fondiamo il nostro lavoro durante il corso dell’anno. È quello che conosciamo e riusciamo a maneggiare meglio.

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